>> INSETTI DELLE PIANTE

> AFIDE GRIGIO DEL MELO (Dysaphis plantaginea)

Descrizione

L'alata virginopara è di colore nero, lunga circa 3 mm. L’attera virginopara è bluastra, talora rosacea, ricoperta da peluria grigiastra, lunga circa 2 mm. Il maschio è alato con un disegno a forma di 8 sull’addome.
L'afide grigio del melo compie un olociclo dioico tra gli ospiti primari e quelli secondari. A primavera compaiono le fondatrici che iniziano a pungere le foglie, che di conseguenza si accartocciano. Seguono 3-4 generazioni di fondatrigenie attere; dalla terza generazione, verso fine maggio, compaiono le alate migranti che lasciano il melo e vanno sugli ospiti secondari, sui quali avvengono dalle 3 alle 8 generazioni di virginogenie. A inizio autunno compaiono sessuopare ginopare che ritornano sul melo ove generano anfigoniche attere che verranno raggiunte e fecondate dai maschi alati, nati sugli ospiti secondari dalle sessuopare andropare. Le femmine fecondate sul melo depongono uova durevoli a contatto delle gemme o nelle anfrattuosità della corteccia dei rami di 2-3 anni. L’uovo durevole è destinato a svernare.

Ambiente e nocività
Gli ospiti primari sono il melo e, in misura minore, il cotogno. Ospiti secondari sono diverse specie del genere Plantago. Gli afidi attaccano le foglie causandone accartocciamento e disseccamento oltre che i germogli, ostacolandone l’accrescimento. Nel caso dei frutticini, ne viene ostacolato lo sviluppo e si deformano. La melata che l’afide emette causa la comparsa di fumaggine, e quindi imbrattamento della vegetazione e dei frutti.

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> AFIDE VERDE DEL PESCO (Myzus persicae)

Descrizione

La femmina alata fondatrigenia è fondamentalmente di colore verdastro, ad eccezione del capo, del torace e dei sifoni che sono castani (lunghezza dell’adulto: 3,5 mm). La femmina attera fondatrigenia può essere verde, giallastra o rossastra, con tre linee dorsali più scure (lunghezza: 1,8 – 2 mm). La femmina attera virginopara esule può essere verde, giallognola o rossastra, con sifoni chiari. Il maschio è alato; la femmina anfigonica è attera, fondamentalmente verde e lunga 1,5 mm.
L’afide verde del pesco svolge un olociclo eteroico tra il pesco (ospite primario) e vari ospiti secondari (piante erbacee coltivate e spontanee). Lo svernamento avviene allo stato di uovo durevole posto sui rametti a frutto, all’ascella delle gemme, ecc. La fondatrice nasce alla fine di febbraio; dopo 15-20 giorni partorisce le prime fondatrigenie attere che attaccano la pagina inferiore delle foglie ma non producono accartocciamenti, che invece subentrano con l’ingrandirsi delle colonie, insieme anche all’arresto di sviluppo dei germogli. Sul pesco si susseguono 2-3 generazioni di fondatrigenie e dalla seconda compaiono le femmine alate migranti che vanno sugli ospiti secondari sui quali fino all’autunno avvengono varie generazioni di virginopare attere e alate. In autunno si differenziano sessuopare ginopare alate e andropare attere. Le prime vanno sul pesco dove poi generano anfigoniche attere; le seconde generano maschi alati che andranno sul pesco a fecondare le anfigoniche. Ogni anfigonica deporrà 6-8 uova durevoli, chiudendo l’olociclo.

Ambiente e nocività
L’ospite primario di questa specie di afide è il pesco (Prunus persica) sebbene attacchi anche Prunus serotina e Prunus davidiana. Gli ospiti secondari sono rappresentati da circa 400 specie di piante erbacee, di diverse famiglie.
Quando l’afide verde del pesco attacca le piante causa accartocciamento delle foglie, ingiallimento e caduta, con conseguente arresto dello sviluppo dei germogli. Nel caso delle nettarine l’insetto attacca anche i frutticini, che risulteranno ostacolati nello sviluppo e quindi deformati. L’afide verde del pesco è dannoso non solo per i danni diretti che causa con le proprie punture di suzione ma anche perché è riconosciuto come vettore di circa 100 virus delle piante (patata, bietola, tabacco, pisello, pomodoro, tutte piante che rientrano tra gli ospiti secondari). La massima virulenza di questo insetto si ha con le femmine virginopare alate del secondo e successivi voli.

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> ANTONOMO DEL MELO (Anthonomus pomorum)

Descrizione

Questo coleottero curculionide ha il corpo bruno-nerastro ricoperto di peli grigio cenere. Sulla parte posteriore di ciascuna elitra è presente una fascia trasversale e obliqua di colore bruno chiaro. Le dimensioni variano da 3,5 a 6 mm di lunghezza. Le larve sono apode, bianco-giallastre, con il capo bruno, di 8 mm di lunghezza a maturità.
L’antonomo del melo sverna come adulto nelle anfrattuosità della corteccia o nei residui vegetali alla base delle piante. A marzo gli adulti escono dai rifugi per andare ad alimentarsi sulle piante. Le femmine depongono le uova singolarmente, una per bottone fiorale, per un totale di 25 uova. Tra maggio e giugno compaiono i nuovi adulti che dopo poco tempo si riparano per estivare e trascorrere l’inverno in diapausa.

Ambiente e nocività
La pianta ospite per eccellenza è il melo, ma questo insetto attacca anche il pero.
Gli adulti compiono perforazioni sulle foglie e sulle gemme ingrossate. Le larve, sviluppandosi all’interno dei bottoni fiorali, impediscono lo sviluppo dei fiori a frutti e conferiscono loro il classico aspetto a “chiodi di garofano”.

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> CARPOCAPSA, VERME DELLE MELE (Cydia pomonella)

Descrizione

Gli adulti di questo lepidottero tortricide hanno le ali anteriori grigio cenere, attraversate da striature trasversali più scure e con una macchia distale ocellare. Le ali posteriori sono di colore rameico con riflessi dorati. L’apertura alare è di 15-22 mm. Le larve sono gialle o rosate con capo e parte terminale scure, di 18-20 mm di lunghezza a maturità.
Lo svernamento avviene allo stato di larva in diapausa, ripiegata a C in un bozzolo sericeo sotto le placche corticali o nel terreno. Nell’ultima decade di aprile iniziano i voli degli adulti, fino alla prima metà di giugno. Gli adulti hanno attività crepuscolare. Le femmine della carpocapsa, o verme delle mele, ovidepongono 15-80 uova (in funzione delle condizioni ambientali) sulle foglie, in prossimità dei frutti. Verso fine giugno inizia il secondo volo degli adulti, per tutto agosto. Le femmine depongono circa 100 uova, principalmente sui frutti. Parte delle nuove larve entra in diapausa mentre le rimanenti si incrisalidano iniziando la terza generazione di adulti, che sfarfallano principalmente in agosto. Le larve che nasceranno dalle uova deposte da questi adulti sverneranno.

Ambiente e nocività
Gli adulti di questo lepidottero tortricide hanno le ali anteriori grigio cenere, attraversate da striature trasversali più scure e con una macchia distale ocellare. Le ali posteriori sono di colore rameico con riflessi dorati. L’apertura alare è di 15-22 mm. Le larve sono gialle o rosate con capo e parte terminale scure, di 18-20 mm di lunghezza a maturità. Lo svernamento avviene allo stato di larva in diapausa, ripiegata a C in un bozzolo sericeo sotto le placche corticali o nel terreno. Nell’ultima decade di aprile iniziano i voli degli adulti, fino alla prima metà di giugno. Gli adulti hanno attività crepuscolare. Le femmine della carpocapsa, o verme delle mele, ovidepongono 15-80 uova (in funzione delle condizioni ambientali) sulle foglie, in prossimità dei frutti. Verso fine giugno inizia il secondo volo degli adulti, per tutto agosto. Le femmine depongono circa 100 uova, principalmente sui frutti. Parte delle nuove larve entra in diapausa mentre le rimanenti si incrisalidano iniziando la terza generazione di adulti, che sfarfallano principalmente in agosto. Le larve che nasceranno dalle uova deposte da questi adulti sverneranno.

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> CICADELLA DELLA FLAVESCENZA DORATA
(Scaphoideus titanus)

Descrizione

Gli adulti dello scafoideo sono di colore bruno-ocra. I maschi sono più piccoli (4,8–5,2 mm di lunghezza) rispetto alle femmine (5,5–6 mm).
La cicadella compie una sola generazione all’anno e sverna come uovo nelle screpolature dei tralci di due o più anni. Tra fine maggio e inizio giugno si assiste al massimo di comparsa delle neanidi. Esse vivono sulla pagina inferiore delle foglie, nelle zone più in ombra. Tra fine luglio e metà agosto sfarfallano tutti gli adulti. Gli adulti vivono circa un mese e le femmine a partire da fine luglio depongono fino a 24 uova.

Ambiente e nocività
La cicadella è strettamente ampelofaga, e pertanto legata alla vite. Le neanidi succhiano la linfa dalle nervature secondarie, mentre gli adulti e le ninfe dalle nervature principali e a volte dai piccioli fogliari e dai tralci erbacei. I danni che derivano dalle infestazioni di questo insetto non sono diretti ma causati dalla trasmissione del micoplasma della flavescenza dorata.

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> CICALINA VERDE DELLA VITE (Empoasca vitis)

Descrizione

Gli adulti sono di colore verde chiaro. La lunghezza dell’insetto è in genere maggiore nella femmina (3–3,7 mm) che nel maschio (2,9–3,5 mm).
Le femmine adulte svernano su piante sempreverdi. I maschi in genere muoiono durante l’inverno. Tra fine aprile e inizio maggio, quando la vite germoglia, si portano sui vigneti e depongono le uova nelle nervature delle foglie, sulla pagina inferiore. Fra giugno e luglio compaiono i nuovi adulti della cicalina verde della vite. Seguono altre due generazioni, che si accavallano tra di loro. Gli adulti dell’ultima generazione restano sulle viti fino ad autunno inoltrato per poi svernare sulle piante sempreverdi.

Ambiente e nocività
L’insetto arreca danni soprattutto alle coltivazioni di vite e di actinidia (kiwi), ma essendo polifago, attacca una grande varietà di piante, arboree ed erbacee, coltivate e spontanee.
Sia gli adulti che gli stadi pre-immaginali vivono a spese delle foglie, in cui praticano punture di alimentazione, nelle nervature primarie e secondarie, impedendone la funzionalità. Di conseguenza le foglie necrotizzano, dopo essere ingiallite nei vitigni bianchi e arrossate nei vitigni rossi. Successivamente, le foglie attaccate seccano e cadono. Le foglie più danneggiate sono quelle all’interno della vegetazione, dove è maggiore l’ombreggiamento e l’umidità. I danni maggiori sono arrecati dagli stadi pre-immaginali, in particolare della seconda generazione, che, rispetto agli adulti, sono meno mobili per cui insistono più a lungo sulle stesse foglie.

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> COCCINIGLIA (Ceratoplastes rusci)

Descrizione

La femmina adulta ha il corpo ricoperto da 9 piastre cerose di colore grigiastro, al centro di ciascuna si trova una depressione ombelicale dalla quale fuoriesce un grumo di cera.
Sverna in prevalenza nello stato di neanide della III età e di giovane femmina. Ogni femmina depone 1000-1500 uova, che si accumulano sotto il proprio corpo. In maggio-giugno sgusciano le neanidi, destinate poi a svernare.

Ambiente e nocività
Questa cocciniglia vive su molte specie di piante, tra cui fico, vite, agrumi, alloro, oleandro, agrifoglio, gelso, pioppo, ecc. La cocciniglia forma compatti agglomerati su foglie e rami; come conseguenza delle sue infestazioni la vegetazione, imbrattata dalla melata e dalla fumaggine, dissecca.

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> COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE
(Saissetia oleae)

Descrizione

Le femmine adulte sono di colore grigio, che diventa nero dopo la deposizione delle uova. Il corpo è simile a un mezzo grano di pepe ed il dorso è percorso da due carene trasversali ed una longitudinale che formano un disegno a “croce di Lorena”. Le dimensioni sono mm 2,5 – 5,5 x 1,5 – 4.
Nei nostri ambienti compie in genere una sola generazione all’anno. Sverna allo stato di neanide, di II o III età. Le femmine mature della cocciniglia compaiono all’inizio di maggio. Si riproducono per partenogenesi, producendo da 150 a 2500/3000 uova. Le neanidi saranno destinate a svernare; in alcuni casi le neanidi nate precocemente possono generare delle femmine adulte, che potranno poi svernare.

Ambiente e nocività
Questa cocciniglia è polifaga. Vive a spese soprattutto dell’olivo e degli agrumi, ma attacca molte altre piante, sia arboree che erbacee, colonizzando foglie, rami e rametti. I danni sulle piante attaccate consistono in deperimento vegetativo, defogliazione, disseccamento, scarsa fioritura e produzione ridotta e di qualità inferiore. La melata prodotta favorisce la formazione della fumaggine.

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> MINATRICE FOGLIARE SERPENTINA
DEL MELO E DEL CILIEGIO (Lyonetia clerckella)

Descrizione

L’adulto di questo lepidottero ha le ali anteriori bianco argentate, le ali posteriori grigie e lungamente frangiate; l’apertura alare è di 6-9 mm. Le larve sono verdognole, lunghe circa 7-8 mm a maturità.
L’insetto sverna allo stato adulto in diapausa sotto la corteccia distaccata delle piante o in altri ripari. In aprile fuoriescono dai rifugi e svolgono la loro attività al crepuscolo e di notte. Le femmine depongono le uova nella pagina inferiore delle foglie, vicino alla nervatura centrale. La larva a maturità esce dalle mine e prepara sulle foglie (sane o danneggiate) un bozzolo, che resta attaccato alla foglia tramite un filo sericeo. A giugno sfarfallano gli adulti. Fino all’autunno si susseguono altre 2 generazioni. Gli adulti che compaiono in settembre-ottobre sverneranno.

Ambiente e nocività
La minatrice si evolve principalmente a spese delle foglie del melo e del ciliegio. In alcuni casi può attaccare anche la betulla ed il castagno.
Le larve scavano nelle foglie delle gallerie (mine) di 10 cm di lunghezza, compromettendone la funzionalità.

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> MOSCA DELLE OLIVE (Dacus oleae)

Descrizione

Gli adulti hanno capo globoso e giallastro, con antenne chiare; il protorace è nero opaco con peli grigi e 3 linee longitudinali nere, l’addome è castano con macchie nerastre sparse, le ali sono ialine.
Gli adulti sono lunghi 5 mm; le larve, apode, coniche e bianche, 6-7 mm. Le pupe sono a forma di barilotto, bruno-nerastro.
Gli adulti di questo dittero sfarfallano a inizio giugno. Sono attivi durante le ore soleggiate. Le femmine depongono le uova nelle olive che abbiano raggiunto almeno le dimensioni di un cece. Ogni femmina può deporre 500 uova o più. In genere depongono un solo uovo per drupa ma in caso di elevate infestazioni ne possono deporre anche 6-7. Il numero delle generazioni annue varia in dipendenza delle zone e quindi delle condizioni ambientali e delle tecniche di coltivazione degli uliveti (da 2-3 a 6-7).

Ambiente e nocività
Il dittero vive a spese principalmente dell’olivo. Le femmine ovidepongono nelle drupe lasciando una ferita a V rovesciata. Le larve scavano nella polpa delle olive, che vengono successivamente aggredite dalle muffe e possono anche cadere dalle piante. Le maggiori infestazioni da parte dell’insetto si hanno con estati umide e temperature non troppo elevate.
Le olive attaccate producono meno olio e l’olio che si ottiene è caratterizzato da elevata acidità, odore di muffe e terra.

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> PSILLA COMUNE DEL PERO (Psylla pyri)

Descrizione

L’adulto è fondamentalmente di colore arancione nella forma estiva e nerastro nella forma invernale, di dimensioni 2,2–2,8 mm di lunghezza. Le neanidi e le ninfe sono di forma appiattita, di colore giallo e con ampie sclerificazioni scure.
Lo svernamento avviene allo stato di femmina adulta. A fine febbraio con temperatura massima superiore a 10°C iniziano le ovodeposizioni. Ogni femmina depone 300-400 uova nelle solcature alla base delle gemme. Nel corso dell’anno la psilla del pero riesce a compiere almeno 5 generazioni, con un massimo di sviluppo in primavera e autunno e un rallentamento nei mesi estivi più caldi. Gli adulti dell’ultima generazione compaiono in settembre–ottobre e rimangono sulle piante fino a metà novembre per poi svernare.

Ambiente e nocività
La psilla vive esclusivamente sul pero, nutrendosi di foglie, germogli, rametti, fiori, frutticini appena allegati o anche già sviluppati. Le infestazioni provocano deperimenti e disseccamenti delle foglie e dei rametti, mentre la melata prodotta dagli insetti causa ustioni fogliari e imbrattamenti della vegetazione e dei frutti, con conseguente sviluppo di fumaggine, che blocca lo sviluppo dei frutti e ne compromette il valore commerciale. La psilla si rivela estremamente nociva anche per la trasmissione di micoplasmi responsabili del “Deperimento del Pero”.

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> TENTREDINE DELLE PERE (Hoplocampa brevis)

Descrizione

Gli adulti hanno il capo e le antenne giallo-rossastri; le zampe sono gialle, come anche l’addome, con la regione dorsale prevalentemente nera. La lunghezza è di 4-5 mm. La larva è bianca, ad eccezione del capo e della parte terminale del dorso. A maturità tali parti sono color miele. La lunghezza media a maturità è di 10 mm.
La tentredine delle pere si riproduce per partenogenesi, essendo i maschi assenti o quasi. Gli adulti si nutrono del nettare dei fiori e sono attivi soprattutto nelle ore più calde della giornata. Le femmine depongono un singolo uovo per fiore; in media ogni femmina depone 100 uova. La larva neonata attacca i frutticini fino a quando, matura, si lascia cadere al suolo, dove trascorre l’inverno in diapausa; quindi si impupa per generare i nuovi adulti.

Ambiente e nocività
Questo insetto vive unicamente sul pero. La larva si nutre delle giovani pere. Dai fori nei giovani frutti attaccati fuoriescono rosura ed un liquido che ossidandosi diventa nerastro. Le pere attaccate possono cadere oppure no nel qual caso restano comunque fortemente deformate ed il loro sviluppo è compromesso.

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> TIGNOLA DELLA VITE (Eupoecilia ambiguella)

Descrizione

Gli adulti hanno le ali anteriori giallo-brune attraversate da una fascia trasversale mediana subtrapezoidale con base più larga sul bordo costale. L’apertura alare è di 12–15 mm. La larva matura è di colore variabile tra il grigio-verde e il rosso-violaceo, di lunghezza compresa tra 10 e 12 mm.
Questo lepidottero tortricide sverna allo stato di crisalide sotto il retidoma. Da fine aprile per tutto maggio avviene lo sfarfallamento. Le femmine depongono 40-60 uova, in modo isolato, principalmente sui bottoni fiorali. Da fine giugno per tutto luglio sfarfallano gli adulti della seconda generazione. Le femmine depongono le uova sugli acini, da cui le larve nascono dopo solo 3-4 giorni e penetrano negli acini (dalla zona del peduncolo o nei punti di contatto tra gli acini). L’insetto compie 2 generazioni all’anno. In condizioni favorevoli ne può iniziare una terza ma le larve di quest’ultima non riescono a completare lo sviluppo.

Ambiente e nocività
Questa tignola vive principalmente a spese della vite, anche se è in grado di attaccare una notevole varietà di altre specie. Le larve imbrigliano con bave sericee gruppi di fiori, di cui poi si nutrono. In estate penetrano negli acini, consumandoli. In conseguenza ai loro attacchi vengono favorite le infestazioni di muffa grigia e di marciume acido.

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> TRIPIDE DELLA VITE (Drepanothrips reuteri)

Descrizione

La femmina è di colore giallo chiaro, di lunghezza compresa tra 0,75 e 0,85 mm. Il maschio è un po’ più piccolo e con due appendici a forma di forca annerite in punta.
Il tripide della vite sverna come femmina fecondata sotto il retidoma o la corteccia delle viti. La maggior parte della riproduzione avviene però per partenogenesi, a causa del ridotto numero di maschi. Le femmine depongono 80-100 uova sotto l’epidermide delle foglie.
In un anno questa specie compie almeno 2 generazioni.

Ambiente e nocività
Questo tripide vive sulla vite, attaccandone i germogli; inoltre, a causa delle punture di suzione e delle ferite aperte durante la deposizione delle uova, causa la comparsa di zone necrotiche nelle foglie. In caso di forti infestazioni vengono anche attaccati i frutticini, con conseguente aborto degli stessi.
Sugli acini già formati le infestazioni di tripide della vite inducono la comparsa di tacche rugginose più o meno estese. Alla fine dell’estate attacca anche i tralci.

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